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Calibri o movimenti orologi

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thephilosopher
icon13  view post Posted on 18/2/2008, 15:11 Quote




In questa seziopne inseriro tutte le informazioni che riuscirò a raccogliere sui vari movimenti esistenti.



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Omega 2500: Creato da George Daniels nel 1999.
Calibro automatico, riserva di carica di 44 ore, certificato C.O.S.C.

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Audemars Piguet 3090: (versione 5): calibro a carica manuale con secondi al 6.

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Jaeger Le Coultre: Gyroturbillon. l'idea è stata discussa per la prima volta nel mese di ottobre del 2001 da Stephane Belmont (sviluppo e prodotti) e Eric Coudray. Composto da circa 500 pezzi, per 100 rubini circa (?), bilanciere in oro bianco spirale Breguet, 150 ore di riserva di carica, 21.600 a/h, gabbia del turbillon in costituita in 90 pezzi per 13,86mm. x x0,336 grammi di peso.

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A. Lange & Sohne: calibro L.951.1: nato nel 1999. Cronografo a carica manuale, tre contatori con funzione flyback, ruota a colonne, grande datario, 18.000 a/h, 40 rubini, 45 ore di carica, spirale Nivarox 1 con regolazione micrometrica della racchetta e ritenzione a collo di cigno. Diametro 30 mm.spessore 7,5 mm.

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Rolex cal. 2235: (1971) ore, minuti, secondi, data, diametro 20mm. spessore 5,95mm (5,4 per il 2230 senza data), 31 rubini, 28.800a/h, 50 ore di carica.

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ETA 2892: (1975) carica automatica con funzioni di ore, minuti, secondi, data a rimessa rapida, 21 rubini, diametro 25,60mm. spessore 3,60mm. 28.800 a/h (4hz), regolazione ETACHRON con vite micrometrica, riserva di carica 42h.

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ETA 2824: carica automatica con funzioni di ore, minuti, secondi, data a rimessa rapida, 17/21/25 rubini, diametro 25,60mm. spessore 4,80mm. 28.800 a/h (4hz), regolazione ETACHRON con vite micrometrica, riserva di carica 40h.. differenze

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Ulysse Nardin GMT Perpetual Ludwig: progetto di Ludwig Oechslin su base Lemania 1352 coperto da 3 brevetti diventa calibro UN 32. Diametro 31 mm. spessore 6,5 mm.(13 linee e 3/4), 34 rubini, 28.800 alternanze orarie, regolazione micrometrica della spirale, 42 ore di riserva di carica.
Nella versione con cassa da 40 mm. in oro rosa in edizione limitata, il movimento è certificato dal C.O.S.C.

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ETA-Valjoux 7750: meccanico a carica automatica, cronografo a tre contatori con funzione di ore, minuti, secondi, doppia data a correzione rapida, ore, minuti e secondi crono.
Diametro 30.0 mm. spessore 7.9 mm. 25 rubini, rotore su cuscino a sfere, bilanciere in Glucydur, 28.800 a/h, spirale piana Nivarox, regolazione fine della racchetta, antiurto Incabloc.

Il Valjoux 7750 è un movimento cronografico a carica automatica introdotto nel 1973, che batte ad una frequenza di 28800 alternanze/ora. Si trova su circa il 90% dei cronografi automatici in circolazione. E' un movimento robusto, affidabile, facile da ripararsi (qualsiasi orologiaio ci sa mettere le mani e i ricambi si trovano con facilità), ma anche un pò grezzo e dozzinale. Viene venduto alle Case orologiere già assemblato e con tre possibili diversi gradi di finitura oppure viene venduto a pezzi. Il movimento singolo con la finitura base costa circa 3-400 euro.

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Omega Memomatic: Cal. 980, meccanico a carica automatica,
19 rubini, diametro 30,80 mm. 21.600 a/h, riserva di carica 48h.

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Frederic Piguet 1185: Prodotto da Frederic Piguet fin dal 1988
automatico, 21,600 a/h, 26.2 mm di diametro, 5.4 mm di altezza, 37 rubini, 42h. di carica e ruota a colonne.
Blancpain Flyback, Franck Muller King Conquistador, Vacheron Constantin Overseas e Audemars Piguet Royal Oak cronografo, sono solo alcuni degli orologi che montano questo calibro.

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Lemania 5100: Prodotto dalla Nouvelle Lemania fin dal 1974.
Automatico integrato con minuti crono centrali, 28,800 a/h, 31 mm di diametero, 8.25 mm di altezza, 17 rubini, 48h. ri riserva di carica, smistamento della cronografia a camme.
Tutima Military, Sinn 142, Omega Speedmaster Mark III (cal. 1045), Alain Silberstein Krono Bauhaus, sono solo alcuni orologi che montano questo calibro.

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Lemania 1350: Prodotto dalla Nouvelle Lemania fin dal 1994.
Automatico integrato, disponibile con funzione flyback, 28,800 a/h, 31 mm di diametero, 6.4 mm di spessore, 30 rubini, 45h. di riserva di carica, smistamento della cronografia con camme.
Breguet Type XX (con funzione flyback), Ebel 1911 Crono, sono solo alcuni orologi che montano questo calibro.

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Chopard L.U.C. turbillon: Carica manuale, diametro 29.10mm. (12`3 linee), spessore 6.10mm. 33 rubini, 224 componenti, 28'800 A/h,
angolo di oscillazione del balanciere: 53° spirale Breguet N° 74, Balanciere Variner® a quattro bracci, (in attesa di brevetto) dispositivo anti-chocs Kif Elastor, riserva di marcia di 216 ore (9 giorni), quattro bariletti (tecnologia L.U.C "Quattro"). Ponti decorati a côtes de Genève. Certificazione C.O.S.C. e punzone di Ginevra.

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IWC Calibro 5011: movimento a carica automatica con brevetto IWC "Pellaton", 334 componenti, dimensioni 38.2 x 7.44 mm. 18.000 A/h, bilanciere compensato (16 viti) spirale Breguet Nivarox 1, antiurto Incabloc, 44 rubini, riserva di carica 168 h. Blocco dei secondi per la rimessa, correzione rapida della data, massa oscillante in acciaio inox e platino (la più grande del mondo).Funzioni di ore e minuti centrali, secondi al 9 e riserva di carica al 3.

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Audemars Piguet cal. 2124: (1990). Automatico, su base Jaeger-LeCoultre cal. 888. diametro 26.0 mm, 33 rubini, 21.600 a/h.

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Jaeger Le Coultre cal. 101: (1931) Carica manuale di manifattura, 21 '600 a/h, 33 ore di riserva di marcia, 98 componenti, 19 rubini per 14mm. di lunghezza, 4,8 di larghezza e 3,4 mm. di spessore, regolato in 5 posizioni, bilancere Glucydor, spirale Nivarox, sistema anti urto Kif. Il tutto per un peso poco superiore al grammo.

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Universal Gèneve : (1962) cal. 2-66 meccanico a carica automatica con microrotore bidirezionale (brevetto del 27 maggio 1955) derivazione del cal. 215. funzione di ore e minuti. 25 rubini, 19.800 a/h. regolato in 2 posizioni. 28mm di diametro, 4,1 mm. di spessore, riserva di carica di 60 ore.

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Zenith El Primero cal. 400 (1969): Cronografo integrato a carica automatica, 25 rubini per 30mm di diametro, 5.7 mm di spessore. Composto da 280 componenti, di cui 225 differenti. 36,000 A/H, cronografo a 1/10 di secondo, funzioni cronografiche con smistamento tramite ruota a colonne. Rotore bi-direzionale, riserva di carica di 55 ore.
La Rolex lo ha commercializzato fino al 2000 come cal. 4130 (28.800 A/H), e la Tag Heuer come cal. 36.

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Jaeger Le Coultre 824 (1991): Meccanico manuale, misura 22.6 x 17.2 x 4.14 mm, regolato in 5 posizioni, 23 rubini, 18.000 a/h,193 componenti, bilanciere in glucydur con viti di compensazione, spirale piana Nivarox, antiurto Kif.
Rifinito a mano, viti azzurrate.

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Valjoux 22: (1917) cronografo ad 1/5 di secondo, carica manuale, smistamento tramite ruota a colonne, contatore a 30 minuti,
diametero 32.6mm (14 linee), spessore 6.4mm, 18000 a/h, 17 rubini.

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Unitas 6497 : (1964) carica manuale, originario per cipolle,
piccoli secondi al 9 (in orologi da polso), diametro 36.6mm. spessore 4.5 mm. 17 rubini, 18000 A/h, riserva di carica di 46h. antiurto Incabloc.
Eberhard, Panerai, Glicyne, sono solo alcune Maison che utilizzano questo calibro.

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Valjoux 23: (1960) cronografo a carica manuale, 30/45min, ruota a colonne, diametro 29.5mm (13 linee), spessore 5.82mm
17 jewels, 18000 A/h, riserva di carica di 46h.

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Rolex 4120: (2000): cronografo automatico , 28,800 a/h (4hz), bilanciere "microstella", diametero 30.5 mm, spessore 6.5 mm, riserva di carica di 72 h, ruota a colonne, certificazione C.O.S.C, ponti spazzolati e rifiniti ad anglage, leve cronografiche satinate e rifinite ad anglage.

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AS 5008: (1965 e dal 1977 dalla A. Schild S.A) automatico, 28800 a/h, 17 (o 31) rubini, durata allarme 9 sec. circa, riserva di carica 36h, diametro 30mm, spessore 7.25 mm.

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Heuer-Breitling e Hamilton/Buren: (1970) cal. 12. meccanico a carica automatica con microrotore, 17 rubini, 21600 a/h sistema antiurto Incabloc.

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Longines 990 (1977): (Lemania 8810) meccanico a carica automatica, 25 rubini, 28800 a/h, riserva di carica 42h. diametro 26mm, spessore 2.95mm.
Tra gli orologi che hanno montato questo calibro ci sono i Longines Lindbergh e alcuni solotempo Breguet.

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Omega 865: (1966-75) meccanico a carica manuale, funzione di cronografo ad un minuto (cal. 920 con data), 17 rubini, 21,600 a/h, diametro 27mm.

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Valjoux 7733: (1978) versione militare (CWC) meccanico a carica manuale, smistamento a camme, cronografo a 1/5 di secondo diametero 31,58mm, (14 linee), spessore 6mm, 17rubini, 18000 a/h.

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Longines 13ZN: (1940) cronografo a carica manuale, 60s, 30min, 12h, smistamento cronografico tramite ruota a colonne, diametro 29.80mm.(13 linee), spessore 6,05mm. 17 rubini, 18000 A/h, spirale Breguet.

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calibro (7s36) e' un'evoluzione del super affidabile 7s26

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Il calibro 321 nasce dallo sviluppo di un progetto congiunto, iniziato nel 1941, tra la Lemania e la Omega.


Tale progetto prendeva il nome di “27 CHRO C12”: 27 erano i mm di diametro del nuovo calibro, la sigla CHRO era l’abbreviazione di Chronograph (cronografo) e C12 (Contatore12) stava ad indicare il totalizzatore supplementare di 12 ore.


I padri di questo glorioso calibro furono Jacques Reymond e Albert Piguet.
Quest’ultimo, nel ricordare la progettazione tecnica del movimento nel corso della quale decise di rimanere fedele alla gloriosa tradizione della Vallee de Joux, sottolineò come l’Omega ordinò alla Lemania un calibro cronografico con totalizzatore di 12 ore più piatto e piccolo possibile, puntando così decisamente ad una clientela facoltosa (ingegneri, medici,architetti, avvocati, notai).


Dai ricordi di Jaques Reymond inoltre sappiamo che la costruzione del calibro procedette senza ostacoli, un lavoro ben riuscito sin dall’inizio, senza le classiche “malattie infantili”. Reymond conserva ancora alcuni quaderni del 1944 nei quali annotava giorno per giorno i valori del calibro 27 CHRO da lui regolato.
Nel 1946 il movimento cronografico 27 CHRO C12 subì alcune modifiche di scarsa rilevanza, mentre nel 1949 prese il nome di calibro 321 in casa Omega e calibro 2310 in Lemania.

Il calibro 321 possiede tutte le caratteristiche tecniche della più importante orologeria svizzera: 27 mm di diametro, 6,74 mm di spessore, smistamento delle funzioni cronografiche comandate attraverso una ruota a colonne, frequenza di oscillazione di 18.000 alternanze/ora (2,5 Hz), spirale Breguet, bilanciere ad autocompensazione con viti di regolazione, 17 rubini, 46 ore di autonomia di marcia, componenti in ottone ramato robusti e costruiti con la massima precisione.
Fu inoltre il primo movimento cronografico Omega con il totalizzatore di 12 ore nonché, all’epoca, uno dei più piccoli calibri cronografici mai costruiti.

Dalla foto del calibro si può notare come non siano presenti preziosismi o particolari finiture ma viceversa una linearità ed una semplicità esemplari che dimostrano come concettualmente il progetto puntasse ad una estrema funzionalità e precisione anziché farsi ammirare per i decori.


Il calibro 321 equipaggerà gli Speedmaster prodotti tra il 1957 e la fine del 1968 quando verrà sostituito dal calibro 861; dopo più di 20 anni di onorato servizio sarà un distacco importante che farà da vero spartiacque tra due epoche.


Un movimento realmente d’altri tempi, costruito con tutte le accortezze tipiche dell’alta orologeria.

Come ultima notazione vogliamo ricordare che tutti gli Speedmaster utilizzati durante le sei missioni di sbarco lunare erano equipaggiati con il calibro 321; è singolare quindi che tutti i “Moonwatch” che recano sul fondello la scritta “The First Watch Worn On The Moon” in realtà utilizzino un calibro -l' 861- che non è mai ufficialmente stato utilizzato sulla Luna.

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Calibro 552: uno dei migliori calibri mai fatti da Omega. 24 rubini. Prodotto intorno agli anni 70'.

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calibro Buren 1281: il sistema fu sviluppato dalla Società Buren alla fine degli anni '50. La Buren fornì alla Società Hamilton, a partire dal 1969 sino al 1971, il movimento cal. 1281, 30 rubini, con il marchio "Buren Watch Co". Nel novembre del 1971 la Buren fu acquistata dalla Hamilton che mise in produzione il movimento "intramatic", con il marchio "Hamilton Watch Co" calibro 628 e la riduzione da 30 a 15 rubini.
Successivamente, nel 1972, la Hamilton riavviò la produzione del movimento intramatic, 30 rubini, con il proprio marchio Hamilton calibro "H 92".
La produzione di questo movimento cesserà nel 1978.



La storia dello sviluppo del movimento cronografico con microrotore di carica, definito Chronomatic, e introdotto sul mercato da un consorzio di Case orologiere (composto da Buren/Hamilton, Breitling, Heuer/Leonidas e Dubois-Depraz) sul finire degli anni 60, inizia in verità parecchi anni prima.

La Uhrenfabrik Büren A.G., infatti, nasce nel 1842 appunto a Buren, località a circa 15 chilometri da Bienne (Svizzera), una delle patrie dell’orologio.

Dopo una serie di pregevoli orologi, nel 1956 la Buren introduce sul mercato quello che sarà il proprio maggiore successo commerciale: il primo minirotore di carica per orologi automatici. Tale meccanismo rendeva i calibri automatici della Buren (il calibro 1000 ed il calibro 1001) molto sottili (sotto i 5 mm). (nella FIG.1 è fotografato uno Buren Starlite con calibro 1006 con microrotore e dello spessore di soli 4,8mm).

Successivamente questo movimento venne migliorato con il calibro 1280 (Intramatic, introdotto nel 1964) e ulteriormente rifinito con il calibro 1320 (in trodotto nel 1965).

Nel 1966 la Buren viene venduta alla Hamilton Watch Company (per la quale continua a produrre movimenti che, ad esempio, equipaggiano i modelli Thin-O-Matic anch’essi dotati del microrotore di carica). In questo periodo i movimenti Buren equipaggiano anche orologi di altre Case svizzere, come ad esempio Baume et Mercier, Bulova e Dugena.

Fu proprio l’Intramatic (ovvero il calibro 1280) che la Buren fornì per la costituzione del movimento cronografico Chronomatic nel 1969.

A tale movimento fu infatti assemblato nella parte posteriore (cioè quella opposta al quadrante) il modulo cronografico 8510 prodotto dalla Dubois-Depraz. La Heuer partecipò con la produzione di alcune parti meccaniche e, insieme alla Breitling attraverso la supervisione del design di casse e quadranti.

Il progetto “Chronomatic” ebbe il via nel 1965: il progetto, circondato da una segretezza d’altri tempi, fu nominato in codice progetto 99.



Nel medesimo periodo, però, l’idea di produrre un cronografo automatico aveva suscitato l’interesse di un altro consorzio, quello costituito dalle prestigiose Zenith e Movado i cui tecnici culturalmente parlando certamente nulla avevano da invidiare a quelli del progetto 99.

I due gruppi arrivarono alla metà simultaneamente: i due movimenti (il Chronomatic e l’El Primero tutt’ora splendidamente in produzione) furono presentati alla medesima fiera di Basilea del 1969. Entrambi i consorzi si attribuirono il merito di essere arrivati per primi a questo prestigioso traguardo: sembra in realtà che il Chronomatic sia nato circa un mese prima rispetto all’El Primero.



Il Chronomatic fu numerato come calibro 11 e consisteva, come detto, di una piastra cronografica avvitata sul retro dell’unità solo-tempo. Si trattave pertanto, di fatto, del primo movimento cronografico modulare della storia. Il movimento batteva a 19800 alternanze/ora, smistamento delle funzioni cronografiche con eccentrico ed azionatore oscillante e riserva di carica di 42 ore.

Ma la caratteristica più tipica era estetica: la corona di carica era spostata a sinistra, mentre a destra rimanevano i due pulsanti cronografici. Il datario, privo della rimessa rapida, era posizionato ad ore sei.

Successivamente, nel 1972, il movimento venne migliorato, le alternanze passarono da 19800 a 21600 e il movimento venne contraddistinto con il numero 12.

In seguito vennero introdotti il calibro 14, caratterizzato dalla presenza dell’indicazione delle 24 ore e -su alcuni modelli- della funzione GMT ed il calibro 15 con la presenza di un contatore dei secondi continui.

Nel 1979 le aziende del consorzio decisero (con una decisione che oggi, in tempi di penuria di calibri cronografaci di valore “medio”, apparirebbe incomprensibile) di interrompere la produzione del Chronomatic, decretando quindi la fine di questo singolare movimento.



Nel frattempo, nel 1971, la Hamilton Buren era stata acquistata dalla SSIH (il potente gruppo che controlla anche la Omega/Tissot che successivamente costituirà una delle assi portanti del gruppo Swatch) e in seguito a questa acquisizione nel 1972, in piena rivoluzione-quarzo, la Buren verrà inopinatamente liquidata.


A dispetto del periodo piuttosto breve in cui fu prodotto, il Chronomatic ha avuto peraltro, nel corso degli anni, un notevolissimo successo. Testimonianza di questo successo è costituita dal numero delle Case orologiere che decisero di montarlo sui propri cronografi di punta.

Innanzitutto le Aziende del consorzio del “progetto 99” legarono al Chronomatic alcuni dei loro più grandi successi in campo cronografico. La Heuer, per esempio, equipaggiò con questo movimento praticamente tutti i cronografi automatici in produzione negli anni 70 (ad eccezione del Camaro, a carica manuale, che montava un movimento Valjoux 7733), in primo luogo la serie dedicata alle grandi corse automobilistiche: con il Monaco (Foto 2) in particolare, equipaggiato dapprima con il calibro 11 e successivamente con il 15, la Heuer produsse forse il suo orologio di maggior successo. Ma pregevoli sono anche il Monza (l’esemplare qui fotografato monta il calibro 15 foto.3a e 3b), il Carrera (qui in foto n.4 con una tipologia di forma tipica degli anni 70) ed il Silverstone. Da citare anche i cronografi della serie Autavia ed il singolarissimo Calcolator. Anche la Breitling produsse una serie di famosi cronografi equipaggiandoli con questo movimento: tra di essi citeremmo i bellissimi TransOcean Chronomatic (foto 5), il Navitimer ed il Navitimer Cosmonaute Crono-matic (quest’ultimo con il calibro 14 e l’indicazione delle 24 ore sul quadrante, foto.6). Non ultima ovviamente anche la Hamilton introdusse sul mercato alcuni cronografi tra cui i bellissimi Chronomatic (dotato del calibro 11, foto.7) e Fontainebleau.



Ma questo pregevole movimento fu anche venduto ad altre Case, che nulla ebbero a che fare con la progettazione originale. Tra queste citeremmo senz’altro Bulova, che cercava all’epoca di rinverdire con i cronografi i fasti che aveva raggiunto nel mercato dei solotempo, con il movimento Accutron. In foto (8) un cronografo Bulova dotato del calibro 12.

Ma anche, ad esempio Philip Watch con questo bell’esemplare di cronografo Cormoran (foto 9).


A quasi trent’anni dalla sua “scomparsa” il fascino del Chronomatic, che ha colpito fin o ad oggi schiere di milioni di accaniti collezionisti in tutto il mondo, non è ancora venuto meno: la Heuer, nel frattempo divenuta Tag-Heuer, ha recentemente immesso sul mercato un nuovo modello di Autavia, che per la corona di carica posizionata a sinistra come nei vecchi Chronomatic, ha tentato di ricalcarne il successo, pur utilizzando un movimento su base ETA e Dubois Depraz che nulla ha a che fare, per bontà tecnica, con l’originale.

La cui unicità rimane ancora oggi intatta ed inattaccabile.

Edited by thephilosopher - 22/2/2008, 17:46
 
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Braitling
view post Posted on 18/2/2008, 16:54 Quote




Molto utile, grazie!!
 
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view post Posted on 18/7/2008, 02:54 Quote
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Si tu consacres du temps à quelqu'un, ne regarde pas ta montre!

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Bel topic, complimenti!

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salvosss
view post Posted on 6/8/2010, 17:07 Quote




salve sono salvosss un nuovo iscritto . sono un appassionato di orologi giapp, soprattutto i seiko diver200 automatici ( monster, 007, ecc.) con calibro 7s26, c'è chi dice che questo specifico movimento sia agli stessi
livelli e forse di più in termini di robustezza ( tutto in acciaio), resistenza e longevità,dei movimenti swiss automatici più blasonati ( omega, longines ,rolex, zenit ecc) nonostante il costo per 10/15 volte superiore
di quest'ultimi, io vorrei un giudizio professionale e distaccato da voi su questo argomento, anche se io sono a favore dei giapp, ma non so se il paragone tra eta e giapp(7s26) regge. grazie
 
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view post Posted on 4/1/2012, 21:03 Quote
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Antò, per forza è un bel topic. E' un copia/incolla del mio sito! :woot: (parziale)

 
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